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Action figures
Brigadiere Corazzieri - Jena 14 Ottobre 1806


 

In questa battaglia avvenuta nello stesso giorno in cui si svolgeva un'altra feroce battaglia ad Auerstädt, l'esercito Prussiano venne sconfitto dai Francesi. Vi prese parte anche il 5° reggimento di Corazzieri, del quale vi propongo questo brigadiere. Il rosso "chevron" a V rovesciata, sul braccio, indica che ha prestato dieci anni di servizio nell' esercito. Da notare anche la nappina del colore reggimentale, che orna l'elmo, usata in alcune circostanze al posto del pennacchio dello stesso colore.

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Granatiere Guardia Imperiale - Wagram 05 Luglio 1809


Questo soldatino riproduce un granatiere della Guardia Imperiale, la vecchia guardia, direttamente derivante dalla guardia Consolare post-rivoluzionaria, in divisa di gala.
Il primo reggimento granatieri a piedi, come gli altri reggimenti della vecchia guardia, era composto dai migliori soldati d' Europa, veterani di epiche battaglie. L' Empereur manifestava il suo affetto verso questi soldati indossando la loro uniforme.
L'uniforme di gala veniva indossata per la parata, per i servizi d'onore solenni o per le grandi battaglie.
Specialmente in quest' ultimo caso, ciò serviva per manifestare tutta la "terribilità", volta a impressionare il nemico; a questo contribuivano anche i mustacchi, portati con fierezza dai soldati di Napoleone.

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Bersagliere - Roma 20 Settembre 1870

Con questa ultimo assalto, si conclude la campagna che porterà alla fine del potere temporale dei Papi a Roma. I Bersaglieri di Lamarmora irrompono all'interno delle antiche mura romane, attraverso la famosa breccia di Porta Pia, travolgendo gli zuavi francesi e le truppe pontificie attestati a difesa di Roma. All'epoca l'uso della tunica a mezza gamba era ormai ristretto ai soli ufficiali, sottoufficiali ed ai graduati di truppa di livello più alto.
La giubbetta era nata come indumento da indossare con la tenuta di fatica o di marcia, era chiusa ad un petto da una sola fila di bottoni; paramani e spalline erano di panno turchino scuro, come la giubba, filettati di panno cremisi; sul colletto rovesciato era applicata una mostra ad una punta di panno cremisi.
Il pantalone, aveva le pistagne cremisi lungo le due cuciture esterne delle gambe. L'uso delle uose di tela bianca era prevalentemente indicato nella tenuta di marcia.
I cordoni verdi con le racchette alla foraggiera erano indossati solo nella tenuta da libera uscita. A proposito di quest' ultimo ornamento, la sua funzione era quella di portare la fiaschetta della polvere appesa all'estremità. Questa funzione decadde quando si cambiò il modello di carabina conservando la semplice funzione di elemento decorativo.
Il mio soldatino porta l'equipaggiamento completo con zaino affardellato mod 1836 (telo da tenda, picchetti, paletti, e gavetta) più borraccia di legno con tazza in metallo e tascapane.
Tutte la buffetterie del bersagliere erano di cuoio nero per rendere il soldato meno evidente in azione. La giberna di cuoio nero si portava sul davanti, lasciando coperta la piastra del cinturino, in questo modo si rendeva più facile prendere le munizioni dalla giberna.
E’ armato di una carabina da bersaglieri mod. 1856 trasformata a retrocarica con sistema Carcano, distribuita a partire dalla fine del 1867
si abbinava una sciabola-baionetta con impugnatura d'ottone che si fissava alla canna con una molla a lamina.

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Sommergibilista - Mare Ionio 1940

Questo ufficiale è di guardia in torretta del Toti, il sommergibile italiano classe Balilla, varato nel 1928. In un epico scontro in mare con l' HMS Triad, altro sottomarino inglese, il Toti lo affonda combattendo in superficie a cannonate nell' Ottobre 1940. La cronaca dell' epoca racconta che un marinaio italiano, preso dalla rabbia del combattimento, tirò a mo' di "scarpata", uno stivale al Triad. Al ritorno, poterono dichiarare in codice:"Alfa Tau" usato nella Regia Marina per indicare "affondamento avvenuto" ossia vittoria. Il berretto ed il cinturone sono autocostruiti.

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Brigadiere P.A.I. - Bengasi 1940

Il Corpo di Polizia Coloniale, poi Polizia dell'Africa Italiana (o PAI), fu istituito nel 1936 a seguito di una riorganizzazione dei reparti di pubblica sicurezza operanti nel territorio della Libia, a presidio del governatorato italiano in Etiopia e delle colonie dell'AOI (Africa Orientale Italiana). Il nuovo corpo era alle dirette dipendenze del ministero delle Colonie, poi rinominato in Ministero dell'Africa italiana (allora retto da Alessandro Lessona), ed era questo il primo caso in Italia di una forza armata dipendente da un ministero civile, la scuola di addestramento aveva sede a Tivoli.
 Diversi reparti parteciparono a diverse azioni belliche, a Tripoli, Bengasi, Barce, ma sono scarsi i dettagli pervenuti circa l'effettivo impiego.
Dopo l'armistizio di Cassibile, la sera dell'8 settembre 1943 la PAI partecipò alla difesa di Roma ingaggiando il primo conflitto con i tedeschi a Mezzocamino.
Il comandante e fondatore della PAI, gen. Marraffa, come il capo della Polizia Senise, fu catturato dai nazisti e deportato al campo di concentramento di Dachau, ove morì.
Nei territori settentrionali, vi fu un tentativo di riorganizzazione, con l'apertura della scuola di Busto Arsizio nell'autunno del 1943, ma in seguito fu assorbita dal Corpo di Polizia Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana, e soprattutto dalla sua Guardia Nazionale Repubblicana.
Una piccola curiosità: Il Comando della PAI era ubicato presso la sede del Ministero dell'Africa Italiana, attuale sede della FAO a Circo Massimo a Roma.

Questo soldatino da me customizzato, fa parte della collezione di Nico!Wink

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Tenente pilota SM79 - Sicilia 1941

Base di Sciacca, Sicilia Agosto 1941
Il Tenente Ambrosini è in attesa del veicolo che lo porterà in città dove trascorrerà la sua serata libera.
Non è un ragazzino...Spagna, Etiopia, Albania ed ora sul Mediterraneo, pilotando un SM79 del 30° Stormo aerosiluranti...il Gobbo maledetto, come lo hanno soprannominato gli inglesi, per via della mitragliatrice posta sul dorso di fusoliera che lo rende una difficile preda per i caccia.
Non è un ragazzino, ma è ancora soltanto Tenente a causa del suo pessimo carattere; dalla sua ha la perizia al pilotaggio maturata volando sullo Sparviero (altro soprannome del trimotore), ma non riesce proprio ad avanzare di grado.
Ovviamente il suo carattere, unitamente alla ferita alla tempia sinistra, regalo di un pilota di “Rata†spagnolo durante la guerra civile, che lo costringe, oltre alla cicatrice, ad una calvizie “forzataâ€, non gli da certo vita facile con il gentil sesso e non ha una fidanzata....per cui si consola andando dove, in quel periodo, è legale andare per trascorrere un po’ di tempo ...in meditazione!

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Incursore A.D.R.A. - Tarquinia 1942

A.D.R.A.   Acronimo di Arditi Distruttori Regia Aeronautica. E' un battaglione inquadrato nel Reggimento d'assalto della Regia Aeronautica Amedeo d'Aosta. Il compito di questa unità è di eseguire azioni offensive contro installazioni e impianti aeroportuali nemici. Il suo organico non supera i 300 elementi, per cui la selezione è molto accurata , anche perchè i compiti cui saranno chiamati a svolgere gli Avieri che si presentano alle selezioni, saranno molto simili a quelli che svolgono le moderne unità di incursori: sabotatore, nuotatore, paracadutista, ma soprattutto combattente. Questi uomini vengono addestrati a svolgere missioni con scarse possibilità di rientro e lo sanno; il numero elevatissimo di caduti sul campo in nord Africa conferma questa consapevolezza. Questo ardito si trova al campo di addestramento e scuola di paracadutismo di Tarquinia.

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Caporale di fanteria - Petrikowka 1942

Settembre 1942, Il 3° battaglione del 79° reggimento fanteria della divisione “Pasubio" tiene le posizioni presso la cittadina di Petrikowka. Il 1° plotone ha appena iniziato la marcia di trasferimento quando un nutrito fuoco di armi leggere e mortai investe la testa della colonna, causando i primi caduti; il caporale Palumbo, che si trovava di poco arretrato rispetto al capofila, riesce a mettersi al riparo dietro un’isba; ha visto le vampe delle armi sovietiche e vede che sono maledettamente vicine, tanto che estrae una bomba a mano e tenta il contrattacco, in attesa dell’arrivo del resto della compagnia.

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Untersturmfuhrer SS - Russia 1942

Questo soldatino riproduce uno Untersturmfuhrer delle Waffen SS, le unità combattenti delle SS. Queste unità combattenti, altamente politicizzate e tristemente note in tutto il mondo,  combatterono al fianco della Wehrmacht in tutti i teatri di operazioni del secondo conflitto mondiale. Questo sottotenente è intento nella lettura delle carte topografiche delle zone invase. Il berretto (shirmmutze), è stato ampiamente rilavorato per dargli l'aspetto floscio e vissuto.Anche questo figurino da me customizzato fa parte della collezione "Pirozzi".Occhiolino

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Waffen SS - Russia 1942

Questo soldatino riproduce uno Sturmann delle Waffen SS, le unità combattenti delle SS. Indossa, oltre all' equipaggiamento standard di fanteria, un giaccone mimetico chiamato "Tarnjacke", la cui trama mimetica, riproduce la vegetazione continentale autunnale. Questo soldatino, da me customizzato, fa parte della collezione Sly.Occhiolino

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Div. Hermann Goring Tunisia 1943

 

Questo soldato della Divisione "Hermann Goring", composta anche da elementi provenienti dai Fallschirmjager, sta pattugliando da qualche parte nel settore sud del teatro di guerra tunisino. Indossa la tarnjacke, tipica delle SS, ma distribuita anche a questa Divisione della Luftwaffe; inoltre porta un berretto chiamato "Hermann Meyer" di uso esclusivo dell'arma aeronautica. Questo soldatino da me customizzato fa parte della collezione "Pirozzi".Occhiolino

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Capitano Ragg. Carri Leonessa Torino 1944

Questo Capitano del Raggruppamento Corazzato "M" Leonessa, la più grande unità di carri corazzati della R.S.I., indossa l'uniforme delle panzertruppen tedesche, mantenendo però insegne italiane, come comunemente fanno i carristi di questa unità che hanno sostenuto l'addestramento tattico in Veneto. Questa unità sostenne uno scontro con preponderanti forze corazzate alleate a Piacenza nel '45.

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Marò Btg. Sagittario Gorizia 1944

Gorizia, inverno 1944. Questo marò è in servizio di piantone, come si evince dalla gorgiera in alluminio che porta appesa al collo. utilizzata dal personale di guardia.E' armato di moschetto 91/38 cavalleria; l'uniforme, anche se composta da pantaloni mimetici, è quella estiva; il berretto è completamente autocostruito, così come la gorgiera e tutte le mostreggiature e distintivi. 

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Ufficiale Btg. Barbarigo 1944

 

Vittorio Veneto Autunno 1944. Questo è un Tenente del Btg. Barbarigo, reduce dai sanguinosi combattimenti per la difesa di Roma a Nettuno contro le truppe Angloamericane sbarcate ad Anzio, come si evince dal distintivo portato sulla tasca pettorale sinistra, coniato appositamente per onorare i partecipanti alla difesa della Capitale. I nastrini che porta sul petto indicano, tra l'altro, che ha partecipato alla campagna di Russia, guadagnando la "ostmedaille" tedesca. La particolare fondina, utilizzata qui per portare una P38 tedesca, è in realtà creata per la Beretta 34; oltre alla semplice ed economica produzione, questa fondina permetteva un utilizzo quasi immediato dell'arma in casi di emergenza.

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Alpino Guastatore Btg. Valanga 1944

Il Btg.Valanga nasce da un nucleo di guastatori alpini, comandati dal capitano Manlio Maria Morelli, che nella tarda primavera del 1944 decidono di entrare in Decima. Si costituisce un battaglione, con la necessaria aggiunta di complementi, e denominato Luca Tarigo; il reparto si insedia a Jesolo per l'addestramento. Il Tarigo viene quindi trasferito in Piemonte, e successivamente, nell'autunno 1944, in Veneto. Qui riceve la visita del Comandante J.V.Borghese il quale, visto la preparazione e impegno del battaglione, cambia il nome in Valanga e concede agli alpini di tenere il loro cappello invece del basco. Questo alpino indossa un equipaggiamento abbastanza inconsueto, ma realmente utilizzato dalle truppe da montagna.

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Sie Kommen! Arnhem Settembre 1944


 

I parà inglesi tentano il colpo di mano per impossessarsi della città olandese ed assicurare la via verso Berlino. Reparti della 352° Div di fanteria, insieme alla 363° ed alla 10° SS, reagiscono immediatamente. L'Obergefreiter Alfred Koltz si prepara per lo scontro. E' un operatore radio, ma è avvezzo al corpo a corpo; la pala nella cintura da usare a mo' di ascia, Luger P08 carica e pronta...e sia quel che sia! E' armato con un fucile semiautomatico Walther Gew43; Quest' arma è nata dopo aver conosciuto le capacità del Tokarev SVT40 russo, ma non è mai riuscito ad eguagliare il suo rivale. Ha fama di essere capriccioso nel tiro per cui è affidato solo a tiratori esperti.

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Il partigiano Amleto, Piemonte 1945

Tra le fila della Resistenza italiana, confluirono molti elementi del Regio Esercito che decisero liberamente di sposare la causa della liberazione dal nazifascismo. Questo soldatino è dedicato ad un uomo realmente esistito, che ho avuto il piacere di conoscere. Il vestiario e l'equipaggiamento è di varia provenienza, sia italiana che germanica di preda bellica. Sulla bustina spicca la stella tricolore utilizzata dalla Brigata Garibaldi; altro elemento distintivo, il fazzoletto rosso al collo, che distingueva i partigiani di fede comunista, dagli altri monarchici o democratici.Questo soldatino da me customizzato fa parte della collezione di MaxOcchiolino

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Marine - Khe Sanh 1967

Siamo nell' estate avanzata del 1967, durante un pattugliamento nelle colline intorno alla base di Khe Sanh.
Già in questo periodo, alcuni battaglioni di Marines hanno ricevuto il nuovo fucile M16 cal.5.56, ma questa unità è ancora equipaggiata con il vecchio ma preferito M14 cal 7.62 con caricatore da 20 colpi..."FULL METAL JACKET".
La nuova Tropical combat uniform, più apprezzata per la praticità e comodità rispetto alla OG107 utility uniform, è indossata con l' equipaggiamento M1941, tipico dei "Leathernecks" di quel periodo. Agli spallacci, questo Marine ha applicato due pads shoulder heavy load, acquistati privatamente, per rendere meno doloroso il carico sulle spalle. Dei pratici Jungle Boots hanno sostituito gli scarponi di pelle, poco resistenti nei difficili climi del Vietnam
L' ordine di riposo dato dal tenente capo pattuglia consente al marine di riposarsi; Così s' inginocchia sulla nuda terra, tenendosi così anche al riparo da eventuali cecchini che probabilmente infestao i campi circostanti.

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Sergente 101° "Screaming Eagles" A Shau Valley Viet-Nam 1969

 

La battaglia per la conquista della quota 937, tristemente nota agli Americani come "Hamburger Hill", fu l'apice di uno scontro avvenuto tra le Aquile Urlanti e reparti dell' N.V.A., saldamente attestati su queste alture della valle di A Shau; Questa serie di scontri è stata anche il soggetto di un film intitolato appunto "Hamburger Hill"  L'aspetto stanco e ferito dalla marcia alla base delle colline, è evidente su questo soldatino.

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LRRP. Binh Dinh 1970

Long Range Reconnaissance Patrol. Questo è il significato dell' acronimo che definiva questo reparto soprannominati "Lurp".Erano quasi tutti volontari, un tipo speciale di uomini, dovevano possedere doti particolari di efficienza sul campo, capacità di sopravvivenza e attitudine alla collaborazione con un gruppo piccolo e autosufficiente di uomini. Questo soldatino rappresenta un membro della N Company. 75th inf. Rangers, in ricognizione sulle montagne della provincia di Binh Dinh; Ha scelto di usare un AK47 di fabbricazione cinese, con relativo gibernaggio, catturato in qualche missione precedente; in questi reparti infatti, si ha la possibilità di equipaggiarsi come meglio si ritiene. Questo soldatino da me customizzato fa parte della collezione di MaxOcchiolino

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Macv Sog - Da qualche parte in territorio laotiano... 1971

Ricognizioni clandestine, rapimenti o addirittura assassinii di personaggi importanti nemici, questi erano potenziali compiti delle squadre del MACV SOG (Military Assistance Command, Vietnam - Studies and Observation Group). Si infiltravano armati per l'occorrenza, ben consci del fatto che era meglio lasciarci la pelle, piuttosto che essere catturati vivi dai Nord Vietnamiti. Questo elemento indossa la tiger stripes suite, alla quale ha rimosso qualsiasi segno che possa rivelare la sua appartenenza all' esercito degli Stati Uniti. La sua arma è un fucile semiautomatico M14, al quale probabilmente monterà un' ottica di precisione quando sarà in zona operazioni. E' in partenza insieme al suo team, dalla FOB (Forward Operation Base) localizzata presso il fiume Cua Viet, vicino a Khe Sanh, da dove raggiungerà a bordo di un elicottero la zona di infiltrazione nel Laos. Questo soldatino da me customizzato fa parte della collezione di MaxOcchiolino

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